
2° parte ESEMPIO ESERCIZIO meditazione
Come si avvia l'esercizio di meditazione?
La meditazione si avvia concentrando l'attenzione della vostra mente su degli "oggetti"
come, per
esempio, i tre che vi illustro di seguito. Potete utilizzarne uno solo o
alternarli fra di loro come vi viene meglio. Con il tempo potrete utilizzare
anche altri oggetti purché funzionino per voi.
N.B. Potrete utilizzare le procedure d'avvio qui di seguito illustrate anche
per riprendere lo stato di concentrazione qualora vi capitasse di essere
interrotti durante l'esercizio o quando qualche pensiero particolare prende il
sopravvento nella vostra mente.
Tre oggetti su cui concentrare la mente per meditare:
I numeri: mettetevi comodi e respirate in modo naturale ovvero in modo non
artificioso e cominciate ad immaginare un numero dell'ordine di grandezza di 20 e
cominciate a contare mentalmente a scendere e lentamente. Non concentratevi troppo sui numeri
e il conteggio in quanto tali,e cercate di percepire il tutto come
sfocato/ indefinito. Quando state per avvicinarvi alla fine del conteggio
riprendetelo daccapo un'altra volta ripartendo dal numero della prima volta o da
un qualunque altro numero vi appaia nella mente......ripete l'esercizio finché
sentirete la mente come quasi svuotata
Il vostro stesso respiro: mettetevi comodi e respirate in modo naturale ovvero in modo non
artificioso e poi . . . cominciate ad osservare il vostro stesso respiro
(vi ricordo che state facendo della respirazione addominale e lo fate facendo
entrare l'aria dal naso). Soffermate la vostra consapevolezza sul respiro in uno
di questi due modi (scegliete quello che preferite o utilizzateli entrambi): 1°
Mettete la vostra consapevolezza sull'addome che si gonfia quando inspirate e
sgonfia quando espirate; 2° Mettete la vostra consapevolezza tra le narici ed il
labbro superiore e soffermatevi sulla sottile sensazione che vi da l'aria che esce
ed entra nel naso passando per quel breve tratto. Mettere la consapevolezza
significa semplicemente e nient'altro che rimanere collegati con la sensazione
fisica che proviamo respirando. Fatelo fino a quando il vostro corpo e la mente
sono nello stato di cui allo scopo dell'esercizio e poi rimanete in questo stato finché
vorrete.
Il vostro udito: mettetevi comodi e respirate in modo naturale ovvero in modo non
artificioso, e cominciate a soffermare la vostra consapevolezza sui
segnali uditivi come suoni, rumori, voci che arrivano comunque al vostro udito
(le prime volte fate l'esercizio comunque in un ambiente dove i "suoni" non
siano eccessivi, poi potrete farlo anche in una discoteca). I segnali che arrivano
al vostro orecchio e che spesso possono essere fonte di distrazione diventano
ora il punto dove potete mettere la vostra consapevolezza. Soffermatevi su ogni singolo segnale:
quello che dovete fare non è tanto di riconoscere le singole fonti dei segnali
ma viverli ovvero esserne consapevoli e basta. Se sentite un segnale di cui non
capite il senso non dovete mettervi a cercarlo, fate in modo che il passaggio
dalla consapevolezza di un segnale ad un altro avvenga spontaneamente.
P.S. Quando cominciate a padroneggiare un po' l'esercizio, potrete
provare ad utilizzarlo nel mondo del lavoro non solo per calmare la vostra e quindi relazionarvi meglio
nei vostri rapporti di lavoro quotidiani ma anche per rivisitare eventi e fatti
della vostra giornata lavorativa. E così vi accorgerete con sorpresa di quante e quali
cosa vi sono sfuggite e capire questo vi aiuterà a correggere il tiro del vostro business.
|