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Quando parliamo di disoccupazione nei Paesi ad economia matura, come p.e. è  oggi l’Italia, ci dimentichiamo, o non siamo in grado, di esplicitare un significato condiviso di che cos’è lavoro e forse questo è il motivo per cui di occupazione e lavoro in Italia ne parliamo tutti i giorni ma…

Ne parliamo automaticamente  solo per ubriacarci e stordirci di parole e concetti che se non sempre vuoti, quasi mai trasmettono quel SENSO di VITALITA’ che dovrebbe accompagnare il comportamento di organismi viventi di fronte a situazioni nuove e inedite.

mondo del lavoro costruito con contributo di tutte le generazioniE il 3° millennio ci presenta davvero una situazione inedita ovvero una situazione che l’umanità non si è mai trovata ad affrontare: l’innalzamento dell’età della popolazione mondiale.

Innalzamento dell’età che quasi sempre associamo al concetto di invecchiamento. Bella gatta da pelare, soprattutto se scopriamo che i “vecchi” non sono “buoni” come vorrebbero farci credere.

E così se vogliamo davvero cominciare a parlare seriamente del mondo del lavoro del 3° millennio dovremmo farlo uscendo dagli schemi abitudinari in cui ci siamo cacciati (anche per quieto vivere). Per questo ho trovato davvero interessante nel blog “Conoscere X r-Esistere” questo post intitolato BANCAROTTA del PIANETA – I limiti dello Sviluppo.

Il post intanto ci ricorda una cosa ovvia: le cose ovvie lo sono molto meno di quanto pensiamo, ossia l’OVVIO CI SFUGGE quasi sempre e così a partire da questa considerazione potremmo incominciare con il chiederci?

Ma “crescita“, “ripresa“, “ripartenza dei consumi“, “nuovo lavoro“- ma per fare cosa?? Per andare dove?? Sembrano pazienti a letto d’ospedale, in punto di morte, che discutono della prossima gita al mare.

 

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