Prima di rispondere alla domanda: i commercialisti italiani sono dei buoni consulenti? dobbiamo mettere in tavola le nostre carte e dichiarare che tipo di persona è per noi un buon consulente.
Il suddetto tema è di vitale importanza per la vita delle imprese e ancor più lo è per le piccole e medie imprese PMI che sono il core di questo blog di consulenza aziendale.
E cosi chi segue i miei post sa che ho dato vita ad una serie di post che trattano il tema della "buona" consulenza e di come possiamo riconoscere i buoni consulenti.
Vi invito davvero di cuore non solo a leggerli ma vi chiedo di imparare a farlo con mente calma e corpo rilassato e così vi troverete considerazioni, spunti, informazioni… che possono fare la differenza nella vostra attività d’imprenditore non meno che nella vostra vita.
Qual’è un conflitto d’interesse che può pesare sul rapporto commercialista cliente?
Il commercialista percepisce compensi sia quando gli affari delle aziende sue clienti vanno bene che quando vanno male. E sopratutto li percepisce quando il business dei clienti va nè bene nè male e questa e la situazione sempre più frequente.
E così ogni giorno sempre di più i fatti mi costringono a pensare che lo stato di stagnazione in cui versano la maggior parte delle PMI ha molto che fare con la prima parte del titolo di questo post: Commercialisti e Ponzio Pilato.
A tutt’oggi non ho mai visto un commercialista "prendere a schiaffi" un cliente per richiamarlo non tanto alla dure realtà del mercato quanto al buon senso e ai più elementari principi di gestione aziendale.
E forse è anche per questo che p.e. gli armadi di molte imprese del nord Italia nascondono scheletri ormai visibili anche ai non addetti ai lavori.
8 agosto, 2010 alle ore 13:17
Tristemente vero, soprattutto con le partite IVA che arrivano dicedo “pago troppe tasse, come faccio?” e il commercialista che suggerisce i modi piu’ semplici per farlo. E in caso di grane, chi paga ?
8 novembre, 2010 alle ore 13:17
Per mia esperienza posso rispondere che sono dei buoni consulenti fiscali, meno quando si avventurano in materie non di loro stretta competenza, come il controllo di gestione, la redazione di business plan, e simili.