E’ difficile essere un buon consulente se non si è capaci di sentirsi "consulente" prima di tutto dentro di se stessi.
E questo è vero qualunque sia l’attività lavorativa in cui siamo impegnati:
- se non impariamo a sentirci… ovvero se non siamo capaci di essere in feeling con ciò che facciamo, il raggiungimento di performance soddisfacenti sarà dovuto in gran parte solo al caso.
Per un consulente l’essere in feeling con il cliente vuol dire essere capace di percepire con il suo proprio tutto (corpo e mente insieme) le sensazioni che attraversano il corpo e la mente del cliente in quel preciso momento in cui siamo con lui.
Il consulente capace è un professionista (o perché no?… anche un appassionato "dilettante") che ha l’abilità di sincronizzarsi con il corpo e la mente del cliente e per farlo deve essere capace di mettersi in uno stato d’animo di vigile calma.
E non si può essere certo in uno stato d’animo di vigile calma se la nostra mente è impegnata (se non addirittura turbata) nel pensare a quanto e come farsi pagare la prestazione consulenziale.
Come vendere al più alto prezzo possibile è alla fin fine la cosa più importante che faccio entrare nella mente del mio cliente, tanto più se si tratta di un lavoratore davvero capace ed appassionato ma tanto ingenuo da ritenere che il cliente lo remunerà spontaneamente in modo adeguato.
Come farsi pagare dal cliente fin dal primo appuntamento è un post – curato da Francesco de Francesco ( detto Fradefra) nel suo blog YoYo-Formazione rotolante – dove chiunque voglia fare il consulente troverà una serie di consigli pratici sul come impostare la parte economica del rapporto con i clienti.
4 settembre, 2008 alle ore 13:17
Ciaooo Piero, grazie della citazione.
Credo molto nella necessità di sentire sé stessi ed essere convinti di ciò che si fa e di come, per lavorare al meglio e rendere.
Ciaoo