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E’ difficile essere un buon consulente se non si è capaci di sentirsi "consulente" prima di tutto dentro di se stessi.

E questo è vero qualunque sia l’attività lavorativa in cui siamo impegnati:

- se non impariamo a sentirci… ovvero se non siamo capaci di essere in feeling con ciò che facciamo, il raggiungimento di performance soddisfacenti sarà dovuto in gran parte solo al caso.

Per un consulente l’essere in feeling con il cliente vuol dire essere capace di percepire con il suo proprio tutto (corpo e mente insieme) le sensazioni che attraversano il corpo e la mente del cliente in quel preciso momento in cui siamo con lui.

Il consulente capace è un professionista (o perché no?… anche un appassionato "dilettante") che ha l’abilità di sincronizzarsi con il corpo e la mente del cliente e per farlo deve essere capace di mettersi in uno stato d’animo di vigile calma

E non si può essere certo in uno stato d’animo di vigile calma se la nostra mente è impegnata (se non addirittura turbata) nel pensare a quanto e come farsi pagare la prestazione consulenziale.

Come vendere al più alto prezzo possibile è alla fin fine la cosa più importante che faccio entrare nella mente del mio cliente, tanto più se si tratta di un lavoratore davvero capace ed appassionato ma tanto ingenuo da ritenere che il cliente lo remunerà spontaneamente in modo adeguato.

Come farsi pagare dal cliente fin dal primo appuntamento è un post – curato da Francesco de Francesco ( detto Fradefra) nel suo blog YoYo-Formazione rotolante – dove chiunque voglia fare il consulente troverà una serie di consigli pratici sul come impostare la parte economica del rapporto con i clienti.

2 Commenti per “Sentirsi un consulente”

  1. fradefra ha scritto:

    Ciaooo Piero, grazie della citazione.
    Credo molto nella necessità di sentire sé stessi ed essere convinti di ciò che si fa e di come, per lavorare al meglio e rendere.
    Ciaoo

  2. Open ha scritto:

    In effetti, come anccenato da silvano, ci sono nel contratto tante, ma tante clausole da far girare la testa e di queste al cliente, in fase di presentazione del prodotto, vengono indicate una quantite0 infinitesimale. Nessuno sa ad esempio (e gli agenti non lo dicono) che l’azienda ha due anni di tempo per pubblicare le guide (anche se si fa pagare immediatamente o al pif9 tardi entro 90 giorni dalla stipula del contratto); che puf2 pubblicare nuove edizioni senza chiedere a coloro che hanno rinnovato, eventuali modifiche grafiche da apportare alla precedente inserzione; che coloro che per qualunque motivo dovessero tardare il pagamento della quota di partecipazione, verranno messi alla gogna sulla pubblica piazza: verre0 infatti indicato il nome su internet come cliente insolvente e debitore; molti degli agenti (quasi tutti) non danno informazioni sulle spese aggiuntive (quelle che sono state richieste a distanza di anni perche8 il contratto lo prevede; sic!) di gestione pratica ; che il cliente, nella persona del titolare come persona fisica, deve essere garante nonche8 responsabile in futuro per ogni controversia sorta; ecc .ecc . Ma pif9 che sottolineare i dati del contratto stipulato dalle aziende che partecipano (e che puf2 creare giustamente disagio morale) coloro che si avvicinano a unimedia, come nel caso di Francesco, deve preoccuparsi del proprio contratto; farsene dare una copia e farlo vedere ad un buon avvocato specializzato in materia, potrebbe evitare situazione imbarazzanti in futuro. Ma puoi stare tranquillo, non te la forniranno mai, quindi ..!!!!!!! Good luck!!!!!!!A proposito: buona l’osservazione del perche8 sono alla continua ricerca di agenti! Meditate gente, meditate!

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