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Sarà perché sono italiano ma ho la sensazione di essere parte di una civiltà che vive in una fase di profondo letargo.

E così mi chiedo come ci sentiremo quando usciti da questa fase ci sveglieremo e guardandoci intorno… dovremo prendere atto che il mondo ha continuato a girare anche senza di noi e magari nessun’altro, se non noi stessi, si è accorto della nostra assenza dalla scena attiva.

E veniamo al "paradosso della normalità". E’ affascinante pensarci ma nessuna delle persone con le quali sono entrato in contatto nella vita e nel business si sente normale o più precisamente, a nessuna di queste persone piace definirsi normale e anche quando qualcuno lo fa, ho sempre avuto la netta sensazione che non sia sincera.

E allora come la mettiamo con i tanti di noi che non perdono occasione per ostentare il fatto che loro non vogliono essere dei vincenti? e con quelli di noi (forse la più parte) che non amano certo essere dei perdenti?

Il lavoro per noi italiani è...Mi ricordo sempre di quanto rimasi scioccato dal fatto che un mio cliente non perdeva occasione per dichiarare che lui sì era una persona davvero sveglia e dinamica nel proprio lavoro ed erano gli altri che dormivano in piedi e con il loro comportamento gli impedivano di dispiegare tutte le sue capacità lavorative.

Ma la cosa curiosa di questa storia è che i miei collaboratori (ben conoscendo la quasi insopportabile lentezza di questo cliente) ne ridevano di cuore mentre io ne ero letteralmente sconvolto… …

Se il paradosso della normalità ti sta a cuore puoi dare un’occhiata a questi altri due post: La diversità delle… e "Se il Grande Fratello è…"  

 

2 Commenti per “Il letargo di noi italiani e il paradosso della normalità”

  1. BLOG di Piero Viscardi » Vogliamo davvero lavorare bene? ha scritto:

    [...] Non finisce mai di sorprendermi il fatto che molti (davvero molti) di noi fanno di tutto per complicarsi la vita lavorativa. [...]

  2. BLOG di Piero Viscardi » Mondo del lavoro: motivazioni e spinta al cambiamento. ha scritto:

    [...] Se una persona non trova motivazioni che la interessino davvero (pur, in cuor suo, volendo fare) è perché sono all’opera motivazioni conflittuali e così: nessuna motivazione predomina, quindi non viene intrapresa alcuna azione, non sorge alcun interesse forte. [...]

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