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Nei giorni scorsi sono stato relatore nel Convegno “Violenza sui minori: problematiche attuali” tenutosi a Roma a cura della Onlus “La voce di Rita”.

Il titolo del mio intervento era: “Può la scuola esercitare Violenza?”

L’obbligo scolastico si è esteso ormai fino a quasi la maggiore età e anche in questi giorni la Cassazione ha confermato la condanna di genitori che non avevano ottemperato all’obbligo di far frequentare la scuola ai propri figli.

Questo obbligo è una forma di violenza?L’obbligo scolastico riguarda milioni di minori eppure sono ben pochi i genitori e i cittadini italiani che si dicono soddisfatti di come funziona la scuola dell’obbligo in Italia, anzi molti sono quelli fortemente critici sulla qualità del nostro sistema formativo.

E così una domanda spontanea – frutto del buon senso – a cui tutti siamo chiamati a rispondere è: “come conciliamo il fatto di essere obbligati a mandare i nostri figli a scuola con il fatto che al contempo siamo consapevoli che la scuola non funziona?”
 
Qual’è la ratio per la quale continuiamo imperterriti ad obbligare dei giovani minori a frequentare per centinaia di ore l’anno un ambiente come quello scolastico che solo ben pochi di noi ritengono adeguato alle aspettative? e questo non è forse proprio un modo subdolo di esercitare violenza su milioni di minori?
 
Anche se ad alcuni potrà sembrare provocatorio a questa domanda il pubblico del convegno ha risposto in modo non verbale con un SI! e nessuno si è alzato per manifestare un no.
 
Siamo sinceramente interessati a dare una mano ai giovani??Se è vero che il nostro sistema scolastico formatico esercita ogni giorno violenza sui minori con il suo obbligo, quello che possiamo fare per ridurre il danno è entrare nell’ordine d’idea che forse frequentare la scuola può essere dannoso. Forse la scuola è come un lupo travestito da pecora: se ce ne accorgiamo per tempo possiamo ridurre il danno.
 
Se la scuola è il luogo dove i docenti si guadagnano da vivere è anche il luogo dove i minori si preparano alla vita e quindi si preparano anche per poi entrare nel mondo del lavoro. E questo è l’aspetto che (in quanto consulente aziendale e coach) mi sta più a cuore.
 
La mia esperienza quarantennale nel mondo del lavoro mi dice che due sono le cose che in Italia non ti insegna nessuno: come ci si prende cura della propria sessualità e come ci si prepara ad entrare nel mondo del lavoro.
 
Una via d’uscita a questa situazione di violenza continuata? far entrare davvero nel circuito formativo della scuola dell’obbligo l’esperienza, la voglia di essere utili ovvero la natura umana degli over 50.
 
Il tempo lavora contro di noi e forse è già troppo tardi. A quando la nostra prossima mossa?

 

2 Commenti per “Sistema scolastico formativo italiano e violenza sui minori”

  1. BLOG di Piero Viscardi » Stress: sentirsi ed essere sotto stress. ha scritto:

    […] Quali sono le cause di stress nel mondo del lavoro? Io penso che la più subdola sia questa: la poca fiducia che noi abbiamo nelle nostre capacità. E chi segue i miei post sa che le due cause principali sono: la Scuola e l’Università da una parte e l’ambiente familiare dall’altra. […]

  2. BLOG di Piero Viscardi » Danno biologico: il sistema scolastico italiano ci ha causato un danno biologico? ha scritto:

    […] La scuola dell’obbligo a partire dalla fine degli anni sessanta (l’università almeno a partire dalla fine degli sessanta) ha minato il nostro senso di sicurezza e non ci ha neanche fornito quelle informazioni minime che uno si aspettebbe di dover ricevere da un sistema formativo che – si badi bene – è obbligatorio frequentare. […]

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