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Quanti di noi sono consapevoli del meccanismo socio-economico che sta dietro al fatto che alla fine di ogni mese un lavoratore in pensione possa ricevere una data somma di denaro?

Il meccanismo è molto semplice: da una parte ci sono quelli di noi che nel mondo del lavoro sono impegnati a guadagnarsi da vivere e che ogni mese conferiscono (attraverso i contributi)  una parte dei loro guadagni nelle casse dell’ I.N.P.S. (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), dall’altra c’è lo Stato Italiano che attraverso l’INPS provvede a girare queste somme ai lavoratori in pensioni. 

Siamo consapevoli del fatto che qualora questi contributi venissero a diminuire non sarebbe più possibile pagare per intero l’ammontare delle pensioni?

Ci rendiamo conto o no che se il Sistema Paese Italia ovvero tutti noi non siamo capaci di produrre beni e servizi competitivi i "guadagni" dei lavoratori non saranno più sufficienti per pagare l’attuale ammontare delle pensioni?

Adesso e ora quello che dobbiamo mettere subito in atto è un serrato e schietto confronto generazionale. Un confronto – fra chi lavora e chi è in pensione – che ci aiuti prima di tutto a conoscerci reciprocamente meglio e così poi ad agire insieme per ridare slancio alla nostra capacità di produrre ricchezza.

A quale nuovo mondo del lavoro dare vita e a che tipo di patto generazionale mettere mano è il nodo da sciogliere qui e ora se non vogliamo che nel nostro Paese scoppi un conflitto generazionale.

Perchè in Italia potrebbe scoppiare un conflitto generazionale ovvero un violento conflitto d’interessi fra persone di diverse età?

La risposta che voglio proporvi qui è la seguente ed è il risultato del mio vissuto prima di imprenditore industriale e adesso di consulente aziendale, coach e mentore e "facilitatore".

E’ la prima volta nella storia dell’umanità che grandi masse di persone come noi hanno raggiunto età così avanzate in ottimo stato di salute e in indipendenza economica e possibilità di incidere politicamente mai così diffusa. Questo fatto unito all’esplosione di benessere che si sta avendo a livello mondiale per effetto della globalizzazione ha portato negli ultimi vent’anni ad una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro.

Il forte innalzamento della nostra età media (ovvero della nostra speranza di vita ossia del numero di anni che possiamo mediamente vivere a partire da una data età) e la globalizzazione dei mercati sono gli ingredienti che possono fare degenerare in conflitto generazionale i rapporti fra italiani appartenenti a diverse fasce d’età.

Come possiamo dare vita ad un patto generazionale che ci faccia vivere bene in questo nuovo mondo del lavoro così globalizzato e trasformi un potenziale conflitto in un confronto generazionale ricco di opportunità per tutti?

Date un’occhiata e leggete i post di questo blog e fatelo con mente rilassata ovvero: mettete la sordina alla vostra mente logica! E così senza nessuno sforzo e con piacere la vostra mente comincerà ad intravedere possibili risposte.  

 

1 Commento per “Mondo del lavoro e patto generazionale: un nodo da sciogliere per non far crollare il sistema pensionistico italiano”

  1. BLOG di Piero Viscardi » Conflitto Generazionale versus Confronto Generazionale: Billo ha scritto:

    […] … ognuno di noi deve decidere come vuole gestire i rapporti intergenerazionali e da tutto ciò dipende se in Italia questi rapporti daranno vita ad un Confronto Generazionale piuttosto che a un Conflitto Generazionale. […]

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