Nella Consulenza Finanziaria così come nell’attività di consulenza in generale ( non meno che nel mestiere di coach, counselor e tutor) quello che fa davvero la differenza fra un buon consulente finanziario e un consulente qualunque non è come rispondiamo a questa domanda:
Come faccio a diventare consulente finanziario?
Ma è come rispondiamo a questa domanda: sono capace di entrare in sintonia ovvero SINCRONIZZARMI con la mente inconscia del mio cliente?
Nel mio rapporto quotidiano con i clienti – e tanto più quando si tratta di fare del coaching a giovani lavoratori e della consulenza a piccoli e micro imprenditori – mi sto sempre più convincendo che è proprio vero che la NOSTRA MENTE INCONSCIA E’ UN SERBATOIO DI RISORSE e non invece il luogo dove nascondiamo le cose che non vogliamo far venire alla luce ( come ci hanno insegnato Freud e i suoi seguaci).
Quindi anche nella professione di consulente finanziario dobbiamo essere capaci di accedere alla mente inconscia del nostro cliente e per farlo dobbiamo imparare a CALMARE la sua mente CONSCIA ( non meno che la nostra) per impedirle di prendere il sopravvento su quella inconscia.
E per calmare la mente conscia del cliente e quindi il suo essere fuori misura proattivo dobbiamo PRIMA DI TUTTO essere capaci di calmare la nostra !!
E poiché stiamo parlando di consulenza finanziaria è utile precisare che con la parola cliente non intendo solo chi acquista prodotti e servizi finanziari ma anche chi ci fa a sua volta consulenza finanziaria, come per esempio i funzionari che gestiscono i fondi d’investimento e che non sono altro che dei nostri colleghi ai quali ci rivolgiamo per avere informazioni e tendenze sull’andamento dei mercati finanziari azionari e non di tutto il mondo.
E per capire veramente cosa passa nella mente di questi nostri colleghi dobbiamo essere capaci di andare molto al di là di quello che ci comunicano verbalmente o tramite i loro report periodici.
Al di là vuol dire che dobbiamo essere davvero e sistematicamente capaci di capire quello che la loro mente inconscia ci vuole comunicare attraverso segnali indiretti come per esempio il tono della loro voce, l’enfasi che mettono nel parlarci di cose "apparentemente" non correlate con il mondo della finanza e del risparmio gestito e ancor più se trattasi di cose in apparente contraddizione fra di loro.
E così un buon consulente finanziario è chi – al di là delle competenze tecniche minimali che tutti i consulenti finanziari dovrebbero avere – è capace di ACCEDERE IN MODO SISTEMATICO alla mente inconscia delle persone che costituiscono e vivono con lui il contesto dei prodotti e servizi finanziari qualunque essi siano.
5 maggio, 2008 alle ore 13:17
Non posso che darLe ragione. Chi fa il consulente finanziario (come me) non può fare a meno di considerare il lato psicologico della professione. Ormai la psicologia pesa oltre il 50% del mio lavoro ed è una realtà con cui ci si confronta tutti i giorni, non solo nell’ambito della relazione con il cliente ma anche nella dinamica delle scelte finanziarie che en derivano. Io stesso ho messo nel mio blog diversi punti legati alla “finanza comportamentale”, dopo averne compreso la notevole rilevanza.
5 maggio, 2008 alle ore 13:17
Cesare…
(oggi più di ieri) sono convinto che per un “buon consulente finanziario” la “psicologia” ovvero la capacità di capire come pensano e poi agiscono le persone pesa oltre il 90%.
5 ottobre, 2008 alle ore 13:17
Buonasera signor Viscardi volevo solo sapere cortesemente la differenza tra mediatore creditizio e consulente finanziario? E se e possibile il maggior guadagnò e’ più nel mediatore o nel consulente la ringrazio cordiali saluti.
5 ottobre, 2008 alle ore 13:17
Luca, il mediatore creditizio è un professionista che vende prodotti finanziari per conto di banche, società d’investimento… invece il consulente finanziario è un professionista che da ai propri clienti consigli su quali prodotti finanziari acquistare e quando acquistarli.
Potenzialmente la consulenza finanziaria qualificata può dare maggiori possibilità di guadagno.
Tieni presente che -per quello mi risulta – le due attività non possono essere svolte contemporaneamente dalla stessa persona per un evidente conflitto d’interessi.