Il mistero del mondo del lavoro non è un problema da risolvere ma un REALTA’ da sperimentare. E spesso non riusciamo a sperimentarla perché la cerchiamo come l’Asino che cerca il fuoco con la lanterna accesa appesa al collo. E’ questo è vero anche quando siamo dei lavoratori in proprio ovvero lavoratori indipendenti o autonomi o come altro accidente ci vogliamo chiamare e anzi, a questo proposito, la lingua italiana non ci viene certo incontro come quella inglese dove i nostri colleghi amano chiamarsi, udite udite, free agent ovvero AGENTI LIBERI. E allora come la mettiamo anche con il fatto che qui da noi in Italia alla parola lavoratore autonomo e d’intorni gli abbiamo appiccicato addosso anche il concetto di lavoro precario?
- In Italia a chi giova associare al concetto di precariato quello di lavoratore autonomo? - Chi è che rema contro i lavoratori indipendenti?
In questi giorni è uscita la notizia che un giovane 23enne giapponese ha vinto un importante premio nazionale con un libro che parla di lavoro precario: SI… MA per aiutarci ad affrontare il lavoro autonomo con piacere ed energia e quindi con meno stress sul lavoro. Diciamo BASTA! a chi ci rema contro; diciamo BASTA! a chi fa di tutto per portare sfiga, come per esempio fanno molti mass media con il loro indefesso martellarci gli attributi con notizie negative + notizie negative + + +….solo quelle. E’ ormai dimostrato che anche il solo immaginarci una situazione positiva ( è chi di noi non ne ha) basta alla nostra mente per darci quel benessere psicofisico che è una delle chiave di svolta – più semplici ed efficaci – per stare bene nel mondo del lavoro e fare quello che vogliamo davvero fare. E a questo proposito:
- Siamo sicuri di sapere che cosa vogliamo veramente fare nel mondo del lavoro? e se non lo siamo, siamo almeno consapevoli del fatto che è solo se siamo davvero motivati a fare qualcosa riusciamo a farla bene? – Quand’è che le Associazioni di Consumatori cominceranno a chiedere il risarcimento danni a quelle testate giornalistiche televisive che ogni giorno con telegiornali e altro distruggono la nostra salute e il nostro diritto a lavorare sereni e senza stress? – E’ più dannoso fumarsi con piacere qualche sigaretta o ingurcitare notizie di morti, disgrazie, incidenti, catastrofi…… mentre mangiamo ascoltando i telegiornali nostrani?
17 aprile, 2007 alle ore 13:17
[...] Sia che trattasi di lavoro autonomo o in proprio, piuttosto che di lavoro dipendente sembra proprio che noi italiani ce la passiamo davvero male… [...]
18 aprile, 2007 alle ore 13:17
[...] Adesso fortunatamente non è più così perché in molti stiamo capendo che la nostra mente inconscia funziona come un serbatoio di immagini, suoni e sensazioni che non aspettano altro che di uscire allo scoperto per esserci utili nella vita di tutti i giorni e così anche nello svolgimento delle nostre attività lavorative, e non importa se trattasi di attività imprenditoriali piuttosto che di lavoro dipendente precario e non. [...]
25 giugno, 2010 alle ore 13:17
[...] purtroppo da noi in Italia il lavoro in proprio è sinonimo di lavoro precario e così viene considerato come l’ultima spiaggia per chi non trova un impiego come [...]
1 luglio, 2010 alle ore 13:17
[...] Un duro confronto che possa portare ad una sorta di patto generazionale più o meno esplicito per affrontare insieme e con piacere le sfide di questo mondo del lavoro così globalizzato. [...]
1 luglio, 2010 alle ore 13:17
[...] se trattasi di attività imprenditoriali o nonprofit, lavoro a tempo indeterminato o del cosiddetto lavoro precario. OLTRE ai politici, ai sindacati e al sistema imprenditoriale che ci meritiamo ci tocca anche [...]