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E’ più facile farlo che dirlo. Credetemi!!

Eppure quanti di noi si privano del piacere di lavorare con gioia ovvero di fare quello che vogliono davvero fare nel mondo del lavoro solo perché rimangono ai bordi del campo seduti in panchina?

Seduti in panchina a guardare quello che accade e a reagire solo in risposta a quello che accade invece di essere noi stessi che "facciamo accadere".

Io penso che sia più facile farlo che dirlo perché ogni giorno non posso che constatare come quasi sempre il fare le cose non richiede altro che IMMAGINARLE. " L’immaginazione è più importante della conoscenza" e se non vi basta sapere che questa è un’affermazione di Albert Einstein potete guardarvi intorno e chiederlo ad amici e conoscenti che voi ritenete abbiano avuto successo in quello che hanno fatto per scoprire che tutti lo hanno prima immaginato.

Ma se è più facile farlo che dirlo perché succedete che molti di noi poi in realtà non lo fanno? Le risposte a questa domanda possono essere le più diverse, e se siete interessati a conoscerne di stimolanti potete leggere il libro di Anthony Robbins "Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario". Se il titolo del libro suona poco invitante per le nostre orecchie di italiani, forse vi può far piacere sapere che è così anche per me nonostante abbia "sulle spalle" qualche centinaio di ore di approfondita lettura dei lavori di coaching e mentoring di A. Robbins. Il titolo originale inglese del libro è: "Awaken the giant within" che tradotto letteralmente è Risveglia il Gigante che è in Te.

Perchè gli editori del libro (uscito nel 1992) non hanno optato per una traduzione più letterale? Forse provare a rispondere a questa "semplice" domanda chiave potrebbe essere un modo elegante per attivare la vostra immaginazione. A me, facendolo, mi è venuto di immaginare una lingua italiana leader nel mondo del lavoro per capacità di rappresentare quelle sensazioni ed emozioni che fanno del mondo del lavoro odierno un’occasione di crescita e realizzazione per ognuno di noi solo che lo voglia davvero.

 

5 Commenti per “Smettiamola di stare in panchina ed entriamo da protagonisti nel mondo del lavoro oggi stesso”

  1. BLOG di Piero Viscardi » Come gli stranieri vedono i Lavoratori Italiani giovani e meno giovani che siano. ha scritto:

    [...] ” Piero, hai presente quella riuscita pubblicità di un acqua minerale che recita: [...]

  2. BLOG di Piero Viscardi » YouTube e Consulenza Aziendale per Passaggio Generazionale nelle piccole aziende PMI italiane ha scritto:

    [...] Ho premesso un forse perché ho la netta sensazione che anche questa volta il mondo della consulenza aziendale italiana mancherà l’appuntamento con questi tanto semplici quanto efficaci strumenti che il mondo del web ha messo e metterà sempre di più a disposizione del mondo del lavoro. [...]

  3. soia ha scritto:

    sono un imprenditore di microazianda e non posso che dare un plauso a quello che scrive .E’ vero,bisogna crederci fino in fondo .Una azienda funziona quando le forze sono coese e fonno sinergia positiva ,lì ci sono i risultati .Difficile per me è trovare la giusta parola chiave per far capire a tutti ,quali sono gli obiettivi comuni da raggiungere.

  4. Piero Viscardi ha scritto:

    Caro soia, hai capito perfettamente qual’è il punto critico per fare decollare il business (anche delle microaziende): trovare le giuste parole per comunicare.

    Uno scopo chiave di questo mio blog è quello di aiutarvi a comunicare con efficacia.

    Una persona è un buon comunicatore quando chi lo ascolta capisce quello che vogliamo dire. Quando vogliamo dire un qualchecosa e il nostro interlocutore non ci capisce “la colpa è nostra” e quindi spetta a noi imparare a trovare modi diversi per comunicare.

    Qualche utile suggerimento in proposito lo trovi anche nella mia Guida al Lavoro Autonomo http://guida.pieroviscardi.it

  5. BLOG di Piero Viscardi » La diversità delle persone normali… ha scritto:

    [...] Smettiamola di stare in panchina e battiamoci davvero perché nel nostro Paese torni ad avere diritto di cittadinanza anche la diversità delle persone normali.  [...]

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