Sembra proprio di NO: il conflitto generazionale in azienda non è d’interesse.
Si avete capito bene: NON INTERESSA A NESSUNO !!
Eppure anche nei volti e nelle parole dei non addetti ai lavori è evidente la sensazione (la non piacevole sensazione) che il sistema delle nostre imprese italiane – grandi o piccole che siano – è sulla china di un declino dal quale non si intravedono punti di svolta all’insù.
E così data la delicatezza della situazione perché non proviamo a chiederci:
“Come possiamo far sì che il Conflitto Generazionale in Azienda diventi un punto di svolta all’insù ovvero un punto da cui riposizionare il nostro sistema imprenditoriale?”
Conflitto o confronto generazionale? Molti di noi, ed in particolar modo quando cerchiamo di apparire come più buoni degli altri, preferiscono ignorare l’esistenza della parola conflitto e in questo caso la sostituiscono con confronto.
Se è vero come è vero che è proprio a partire dalle parole che nella nostra mente si formano i significati (e quindi poi i nostri comportamenti) è naturale che la nostra mente preferisca evitare di pensare in termini di conflitto ma . . .
. . ma questo gli è reso impossibile dai mass media che ogni giorno la “nutrono” non solo con la parola conflitto ma anche con le relative immagini.
E così sembra che non ci sia altro da fare che sostituire la parola conflitto con confronto e invece – fortunatamente – questo non è vero.
Quali sono le intenzioni positive dietro la parola conflitto ? Cosa ci spinge ad utilizzare il conflitto come strumento di confronto? Conflitto e conflittualità sono la stessa cosa?
Se riflettiamo su queste e sulle altre domande che vi stanno venendo in mente adesso e se lo facciamo mentre siamo rilassati e siamo capaci di prenderci tutto il tempo che ci vuole, rispondere a quelle domande ci verrà naturale.
Facciamolo e facendolo possiamo riappropriarci di significati positivi della parola conflitto.
E adesso non mi resta che chiudere questo post lasciando che la vostra mente (inconscia) - stimolata anche da queste ulteriori considerazioni - faccia da sola il suo lavoro:
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l’Italia è il Paese industrializzato con la più alta percentuale di persone in età avanzata ed inoltre è la prima volta nella storia dell’umanità che la gran parte degli anziani gode di: salute, indipendenza economica e potere politico.
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Qualcuno di voi ha provato a “confrontarsi” con le convinzioni di un imprenditore avanti con gli anni? E con quelle dei giovani imprenditori?
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Come fate a sapere quando l’esperienza non è solo attaccamento al passato ovvero conservazione?
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Si dice che il pensiero ( e quindi poi l’azione) di un giovane è più potente perché non viene dal passato. Come facciamo a convincere i più giovani che questo può essere vero anche per i meno giovani?
10 gennaio, 2007 alle ore 13:17
Salve Piero, parlo da giovane imprenditore alle prese con un “passaggio generazionale”. Vivendolo in prima persona mi sento di affermare che conflitto e confronto ne fanno parte allo stesso modo. Il conflitto inteso come “scontro, imposizione” è spesso necessario in quanto porta al “confronto” il più delle volte costruttivo.
Secondo me il vero problema del passaggio generazionale sta nella differenza di carattere tra genitore e figlio. Il figlio si trova ad ereditare un’azienda nata e cresciuta ad immagine e somoglianza del genitore e che quindi dovrà modificare a sua immagine e somiglianza, altrimenti non riuscirà a viverla.
Dunque se maggiore è la diversità caratteriale tra genitore e figlio maggiore sarà il conflitto generazionale (secondo me).
Cordialmente
Alessandro
10 gennaio, 2007 alle ore 13:17
Alessandro,
prova ad vedere e immaginarti la DIVERSITA’ CARATTERIALE tra genitore e figlio come un PUNTO DI FORZA per L’azienda.
So che fare questo può sembrare a prima vista un po’ strano. . .
ma ti assicuro che ti verrà del tutto naturale se navighi nel mio blog e sopratutto se impari a farlo a mente calma.
21 febbraio, 2007 alle ore 13:17
[...] Siamo capaci di riconoscere quali e come alcune nostre convinzioni possono essere davvero limitanti per il nostro e altrui benessere economico? (p.e. conflitto generazionale) [...]
13 marzo, 2007 alle ore 13:17
[...] E questi “problemi” non riguardano solo i conflitti generazionali all’interno delle imprese familiari ovvero quelli fra il titolare dell’azienda e i suoi parenti più o meno stretti, ma riguardano anche, per esempio, i rapporti che intercorrono fra colleghi di lavoro di diverse età, e questo sia nell’ambito del lavoro dipendente che in quello del lavoro autonomo o in proprio. [...]
29 marzo, 2007 alle ore 13:17
[...] Che il confronto-conflitto generazionale non interessi nessuno l’ho scritto più volte, ma riorganizzando del materiale pubblicitario e di marketing mi è saltata agli occhi la copertina di questo depliant che mi ha davvero colpito non meno di quando la vidi per la prima volta nel 2000. [...]
21 maggio, 2007 alle ore 13:17
[...] – la compilazione annuale del bilancio aziendale; l’elaborazione e formalizzazione degli adempimenti previsti dal codice civile e dalle leggi tributarie per le aziende e gli adempimenti legati al passaggio generazionale nelle aziende a conduzione familiare. [...]