Se solo qualche anno fa mi avessero detto che la lingua inglese è quella di gran lunga con il maggior numero di parole e che quella italiana non figura neanche nelle prime dieci mi sarei sinceramente meravigliato ma così va la vita: la lingua inglese è quella più ricca di vocaboli distanziando di gran lunga la seconda che è quella tedesca.
Come influisce la quantità ovvero il numero di parole nella capacità di esprimere i significati che sono dietro a questo nostro modo di comunicare? e più in particolare: Quanto influisce negativamente nella vita lavorativa e nel business quotidiano utilizzare una lingua povera di vocaboli che attengono il mondo del lavoro? e per finire: E’ vero o no che è proprio a causa dell’inadeguatezza dei vocali della lingua italiana che l’economia della nostra Italia è economicamente allo sbando e sulla via di un triste declino?
Vi accenno qualche mia considerazione a partire dall’ultima domanda che è poi quella che mi sta davvero a cuore non solo come italiano ma anche come professionista della consulenza aziendale, del business coaching e del mentoring Io non so se è vero che la responsabilità del nostro declino economico dipende dalla struttura della nostra lingua italiana, quello che constato tutti i giorni è che non è possibile tradurre in italiano – se non con artificiosi ed insopportabili giri di parole – centinaia e centinaia di allocuzioni che nella lingua inglese la gente usa quotidianamente quando è al lavoro e che aiuta le persone ad IMMAGINARE questo mondo del lavoro così nuovo e articolato. E IMMAGINARE è il primo passo per metterci nella condizione di fare ovvero agire in modo adeguato alle varie situazioni. Molti di voi potranno essere sorpresi da queste mie considerazioni e ancor più quelli di noi che sono inclini ad attribuire ai nostri politici (e magari in particolare a solo due/tre di loro) tutte le colpe per la situazione di merda in cui versa la nostra economia. Ma invece forse non è così e adesso avete di che rifletterci sopra . . . La mia idea in proposito è che – a parte il fatto che ogni Paese ha i politici che si merita – quello che al più potremmo imputare ai nostri politici ( e alle loro sodali casse di risonanza: stampa, tv, associazioni imprenditoriali e sindacali ) è la colpa di avere reso insopportabile alle nostre orecchie ( e ai nostri cuori) la lingua di Dante. E questo a livello di capacità di comunicare è come averci reso sterili e averci gettato in pasto alla nostra insicurezza psicologica. Un abbraccio di cuore e a presto!
9 gennaio, 2007 alle ore 13:17
[...] Leggendo i post del mio blog potete immaginare quanto mi piace sostenere l’idea che la Lingua Italiana è una lingua morta quanto a capacità di rappresentare il mondo del lavoro odierno e quanto questo costituisca un grave handicap per tutti noi lavoratori. . . [...]
19 febbraio, 2007 alle ore 13:17
[...] A me, facendolo, mi è venuto di immaginare una lingua italiana leader nel mondo del lavoro per capacità di rappresentare quelle sensazioni ed emozioni che fanno del mondo del lavoro odierno un’occasione di crescita e realizzazione per ognuno di noi solo che lo voglia davvero. [...]
5 marzo, 2007 alle ore 13:17
[...] E’ questo è vero anche quando siamo dei lavoratori in proprio ovvero lavoratori indipendenti o autonomi o come altro accidente ci vogliamo chiamare e anzi, a questo proposito, la lingua italiana non ci viene certo incontro come quella inglese dove i nostri colleghi amano chiamarsi, udite udite, free agent ovvero AGENTI LIBERI. [...]
7 marzo, 2007 alle ore 13:17
[...] Alcune di quelle parole non vi saranno familiari ed altre vi suoneranno un po’ strane, e questa è l’ennesima dimostrazione di come la lingua italiana sia carente di parole che esprimono il concetto di mentoring e dintorni. [...]
4 settembre, 2007 alle ore 13:17
[...] Se molti di noi sono consapevoli dell’importanza che riveste il saper parlare ovvero il saper esprimere il proprio pensiero mediante l’uso della lingua italiana ben pochi si rendono conto che il saper comunicare è tutt’altra cosa. [...]
30 settembre, 2007 alle ore 13:17
[...] E se a qualcuno sembra che questo non sia un linguaggio adatto suggerisco vivamente di prendere in considerazione almeno l’idea che d’ora in avanti anche in Italia bisognerà darsi da fare per divulgare un NUOVO LINGUAGGIO capace di PARLARE A TUTTI NOI del MONDO DEL LAVORO in un modo adeguato non solo alle sfide della globalizzazione ma anche all’intelligenza ed al cuore di ciascuno di noi. [...]
4 marzo, 2008 alle ore 13:17
[...] Quando un individuo è forte lo sono anche le sue passioni, la sua vitalità, le sue abilità e così è impossibile sopprimere questi agenti primari senza frustrarne le potenzialità. [...]
9 agosto, 2008 alle ore 13:17
[...] Non è della lingua italiana che voglio parlarvi in questo post ma della "nostra lingua" (ovvero della lingua di noi italiani). [...]
9 novembre, 2008 alle ore 13:17
Oddio, la povertà della lingua italiana non credo sia imputabile contro la cattiva economia italiana… Anche se in realtà quello che voglio dire non c’entra al 100% con quanto hai detto tu, volevo solo spiegare che la lingua italiana spesso è erroneamente considerata ricca, bella e difficile ‘grazie’ al contributo del duce, che per alimentare l’orgoglio italiano esaltava molte qualità dell’italia che in realtà non possedeva… Io almeno penso che sia così, ed il pensiero italiano che ancora continua oggi è il riflesso di ciò che si diceva allora… Il problema principale è il fatto che anche il duce ci credeva…
25 giugno, 2010 alle ore 13:17
[...] se non impariamo a sentirci… ovvero se non siamo capaci di essere in feeling con ciò che facciamo, il raggiungimento di performance soddisfacenti sarà dovuto in [...]
1 luglio, 2010 alle ore 13:17
[...] visto quante e quale giro di parole la nostra lingua italiana richiede per esprimere un concetto che in inglese richiede solo 5 parole? ?? Che sia tutto [...]
4 ottobre, 2010 alle ore 13:17
La ligua italiana sta subendo la stessa influenza anglofona riservata a lingue/economie cosiddette più forti;, il tedesco ad esempio. Suggerisco di leggere questo articolo tradotto in francese da fonte italiana e si potrà verificare che il fenomeno non è solo nostrano:
http://www.traduction-in.com/societe-traduction-plurilingues.htm