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Noi lavoratori italiani non siamo secondi a nessuno o meglio,

. . . ce la potremmo giocare tranquillamente alla pari con i nostri simili anche in questo mercato del business così globalizzato e aperto se non avessimo DUE PALLE al piede davvero micidiali:

  1. l’idea che: se nel mondo del lavoro non c’è “sofferenza” non si tratta di lavoro, che poi non vuol dire altro che quando si lavora si deve soffrire (e questa idea è la totale negazione di tutte le strategie di marketing oggi vincenti che invece recitano: PRIMA IL PIACERE e POI IL DOVERE);
  2. le lingua italiana sia nella sua modalità scritta che parlata.

Lo scopo nascosto di questo mio post è quello di DELIZIARE LA VOSTRA MENTE INCONSCIA ovvero quella parte della vostra mente che a molti piace definire non razionale/non logica (e che troppi di noi hanno dimenticato di avere) con le seguenti 3 domande.

  1. Come e perché la lingua italiana riesce a castrare la nostra creatività quando la usiamo per rappresentarci il mondo del lavoro?
  2. Perchè la lingua italiana ci trascina quasi sempre ad esprimere in modo dispersivo e poco chiaro le nostre idee?
  3. Perché gli stranieri quando sentono un italiano parlare magari apprezzano la musicalità di ciò che diciamo ma ben poco la credibilità di quello che diciamo e questo è tanto più vero quando parliamo di business?

VI STATE DELIZIANDO O NO?

Mentre pensate alla risposta ne approfitto per segnalarvi questa mia convinzione:

- se non troviamo insieme e subito anche CHIAVI ITALIANE per un linguaggio del mondo del lavoro (o mondo-e-lavoro se preferiamo) CAPACI DI RESTITUIRCI l’energia e la creatività dei nostri tempi migliori… . il nostro Paese entrerà in una fase di pericoloso, davvero pericoloso declino e per evitare tutto questo vi lascio con questi versi:

. . . troviamo insieme le Chiavi Italiane del Linguaggio del Nuovo mondo del lavoro o mondo-e-lavoro se preferite

. . . un Linguaggio che ci faccia vivere proprio come ognuno di noi desidera e vuole !!

E proviamo a farlo sentendoci bene fin da subito e così facciamolo . . . . magari arrabbiandoci non più del necessario !!

Vi abbraccio.

5 Commenti per “Perché la Lingua Italiana ci penalizza così tanto invece di aiutarci a capire meglio questo Nuovo Mondo del Lavoro?”

  1. BLOG di Piero Viscardi » PROMETEO versus ABRAMO anche nel Mondo della Consulenza Aziendale? ha scritto:

    […] Il sistema dei Sindacati Italiani e delle sodali Associazioni Imprenditoriali è una risposta e la Lingua Italiana un’altra. A questo punto sorge spontanea qualche domanda: Datosi che gli Abramo davvero non scarseggiano dove sono i Prometeo?? […]

  2. BLOG di Piero Viscardi » Non troviamo soluzioni al lavoro precario anche perché in Italia associamo il lavoro in proprio o autonomo . . . ha scritto:

    […] E questo è vero anche quando siamo dei lavoratori in proprio ovvero lavoratori autonomi, indipendenti o come altro accidente ci vogliono chiamare e anzi, a questo proposito, la lingua italiana non ci viene incontro come quella inglese dove i nostri colleghi amano chiamarsi udite udite free agent ovvero AGENTI LIBERI. […]

  3. BLOG di Piero Viscardi » Come possiamo Affrontare il Passaggio Generazionale, Conflitto o Patto Generazionale senza usare il Buonsenso? ha scritto:

    […] Serve un patto generazionale per affrontare il tema ineludibile dell’invecchiamento? E a questo proposito siamo consapevoli del fatto che nella lingua in italiana non ci sono parole equivalenti a SENIOR e JUNIOR quando dobbiamo trattare le tematiche connesse con l’innalzamento dell’età media di noi italiani? […]

  4. BLOG di Piero Viscardi » “General Manager” una risorsa chiave nel mondo del lavoro ha scritto:

    […] Il fatto che il termine general_manager non sia subito traducibile nella nostra lingua ce la dice lunga su come l’italiano è ora una lingua morta rispetto alla capacità di rappresentarci il mondo del lavoro.  […]

  5. BLOG di Piero Viscardi » La “Comunicazione non Verbale” nella consulenza e nel coaching. ha scritto:

    […] "Ne uccide più la lingua della spada"  è il proverbio che metterei come motto per chi svolge attività di consulenza e coaching. […]

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