A luglio di quest’anno il Servizio Studi della Camera di Commercio di Milano ha pubblicato i risultati di una indagine campionaria fra gli imprenditori milanesi giovani e meno giovani. Imprenditori senior e junior è stato il criterio di classificazione del campione dove per senior s’intendono gli imprenditori over 40. Che cosa è emerso da quest’indagine sul mondo delle imprese milanesi? E’ emerso che gli imprenditori intervistati SONO MOLTO PIU’ VECCHI di quello che non risulta dalla loro età anagrafica. Perché gli imprenditori milanesi nel loro modo di fare impresa sono molto più vecchi della loro età anagrafica e lontani anni luce dal dinamismo dei loro colleghi imprenditori del nord-est? " Lavoro e sacrificio" e "famiglia" sembrano essere i valori primari delle persone-imprenditori intervistati. Scarsa considerazione delle tematiche del marketing, grave ritardo nell’utilizzazione delle opportunità offerte dal web (e quindi quasi nessuna considerazione dell’applicazione delle tecniche di internet web-marketing per la riorganizzazione aziendale) sembrano essere altre peculiarità dell’imprenditoria milanese o almeno è così che ci vengono presentati i risultati dal Servizio Studi. Sembra che ci sia consapevolezza che il ricambio generazionale dagli imprenditori senior agli imprenditori junior è una questione decisiva per la vita di molte aziende (buona parte delle quali sono impresa familiare) ma al contempo sembra che tutto ciò non stimoli nessuno a mettere in atto cambiamenti organizzativi anche minimali che tengano conto dei cambiamenti demografici. E così anche il tema della formazione aziendale sia degli imprenditori che dei loro collaboratori rimane su di uno sfondo del tutto sfocato come se fosse un qualcosa di cui non si capisce bene il " a cosa serve?" mentre invece appare chiaro lo scetticismo degli imprenditori sull’effettiva utilità dei corsi di formazione fino ad oggi erogati a favore delle imprese milanesi. IL QUADRO CHE EMERGE sullo stato di vitalità delle imprese milanesi è davvero desolante e mi ha lasciato annichilito anche se non mi ha certo sorpreso. E se per quanto attiene la questione della formazione aziendale e più precisamente l’efficacia dei corsi che Camere di commercio, Enti di formazione per lo sviluppo delle pmi e altri hanno erogato in questi anni alle piccole e medie imprese non ho dubbi nell’affermare come le loro modalità di erogazione sono davvero insopportabili PER CHIUNQUE e quindi tanto più per personalità come quelle degli imprenditori che tendono a perdere facilmente la pazienza anche a causa del prevalere in loro di comportamenti proattivi. Per quanto attiene ad una spiegazione degli altri punti dell’indagine che non mettono certo in buona luce l’imprenditoria milanese la mia risposta è meno certa anche se nel mio intimo la sento come vera. "Gli imprenditori milanesi sono come dei morti viventi" (ovviamente rispetto al loro rapporto con il mondo del lavoro di oggi) perché: hanno la pancia piena e quindi non hanno stimoli ad impegnarsi. E in tutto ciò non c’è niente di male anzi: beati loro!!. Quello che però l’indagine non ci dice è se tutto questo si traduce anche in comportanti volontari o involontari che di fatto bloccano l’energie e le potenzialità di altre persone che vogliono accedere al mondo dell’imprenditoria e/o far crescere le loro imprese.
6 febbraio, 2007 alle ore 13:17
[...] Quante centinaia sono le PMI del nord decotte da tempo ma che non lo lasciano trasparire dalla lettura dei loro bilanci aziendali? [...]