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Quando parliamo di disoccupazione nei Paesi ad economia matura, come p.e. è  oggi l’Italia, ci dimentichiamo, o non siamo in grado, di esplicitare un significato condiviso di che cos’è lavoro e forse questo è il motivo per cui di occupazione e lavoro in Italia ne parliamo tutti i giorni ma…

Ne parliamo automaticamente  solo per ubriacarci e stordirci di parole e concetti che se non sempre vuoti, quasi mai trasmettono quel SENSO di VITALITA’ che dovrebbe accompagnare il comportamento di organismi viventi di fronte a situazioni nuove e inedite.

mondo del lavoro costruito con contributo di tutte le generazioniE il 3° millennio ci presenta davvero una situazione inedita ovvero una situazione che l’umanità non si è mai trovata ad affrontare: l’innalzamento dell’età della popolazione mondiale.

Innalzamento dell’età che quasi sempre associamo al concetto di invecchiamento. Bella gatta da pelare, soprattutto se scopriamo che i “vecchi” non sono “buoni” come vorrebbero farci credere.

E così se vogliamo davvero cominciare a parlare seriamente del mondo del lavoro del 3° millennio dovremmo farlo uscendo dagli schemi abitudinari in cui ci siamo cacciati (anche per quieto vivere). Per questo ho trovato davvero interessante nel blog “Conoscere X r-Esistere” questo post intitolato BANCAROTTA del PIANETA – I limiti dello Sviluppo.

Il post intanto ci ricorda una cosa ovvia: le cose ovvie lo sono molto meno di quanto pensiamo, ossia l’OVVIO CI SFUGGE quasi sempre e così a partire da questa considerazione potremmo incominciare con il chiederci?

Ma “crescita“, “ripresa“, “ripartenza dei consumi“, “nuovo lavoro“- ma per fare cosa?? Per andare dove?? Sembrano pazienti a letto d’ospedale, in punto di morte, che discutono della prossima gita al mare.

 

Sentirsi presi da sensazioni che identifichiamo con la parola stress è fisiologico ed è una reazione naturale che allerta il nostro sistema nervoso per affrontare al meglio situazioni tanto gradevoli quanto sgradevoli.

esercizi meditazione contro stress inutile

Quello che è dannoso è lo stress inutile ovvero quello stress che continua a manifestarsi dentro di noi anche dopo che sono cessate le cause che lo hanno attivato e che spesso tendono a rendere cronico lo stress.

” Come possiamo controllare lo stress inutile?” A questa domanda io rispondo che possiamo farlo imparando ad utilizzare una più chiara consapevolezza di come funzionano il nostro corpo e la nostra mente o meglio ancora di come funzionano corpo&mente considerati come un tutt’uno indivisibile.

Un modo efficace e piacevole per imparare il come riaccendere la consapevolezza di come utilizziamo i nostri corpi è quello di praticare il Metodo Feldenkrais. Un altro è quello di praticare i semplici esercizi di meditazione no-stress che ho messo a punto e che migliaia di persone praticano già da tempo come antidoto per controllare lo stress inutile.

In un momento così delicato per la storia del nostro Paese, alle prese con una strutturale crisi socio economica, è il caso di chiedersi se tutto ciò abbia a che fare con il fatto che molti di noi hanno perso buona parte della consapevolezza di come funziona davvero corpo&mente.

Io sono convinto che acquisire una più chiara consapevolezza di come funziona il nostro corpo&mente è la premessa per far tornare a circolare energia positiva nei nostri corpi e quindi anche nella nostre attitudini mentre ci relazioniamo con questo nuovo mondo del lavoro e intanto…

… un abbraccio di cuore a tutti!

Tipico piccolo imprenditore commerciante italianoMondo del lavoro ed in particolare vita delle micro, piccole e medie imprese sono il cuore di questo blog. Sostengo da sempre che responsabili di questa crisi sono anche gli stessi piccoli, medi imprenditori non meno di coloro che piangono lacrime di coccodrillo sul mondo delle PMI.

E’ così vorrei adesso portare alla vs attenzione quali penso sono le responsabilità, per esempio, dei piccoli commercianti italiani e delle loro associazioni di categoria nell’implosione che il commercio di vicinato sta vivendo di questi tempi.

Io sono fermamente convinto che il ricorso ad una compulsiva evasione fiscale e contributiva sono sono la causa prima dello stato comatoso in cui versano i piccoli commercianti italiani. A causa di questo sistemico ricorso alla evasione – per la quale non mi risulta che le associazioni di categoria del commercio si siano mai stracciate le vesti e quindi se non complici occulti di questo andazzo sicuramente si sono comportate come dei cattivi consiglieri – l’Italia è diventata la mecca del commercio abusivo e clandestino.

Lo sapete che ogni giorno qualche centinaio di migliaia di stranieri girano l’Italia dalla Sicilia al Trentino, per lo più clandestinamente, per vendere merci in totale spregio delle norme che tutelano i consumatori e in totale regime di evasione fiscale e contributiva??

E tutto questo grazie alla “furbizia” dei nostri piccoli commercianti e alla ignavia delle relative associazioni di categoria ma… Ma adesso che migliaia di PMI del commercio stanno licenziando i loro commessi mi chiedo: cosa hanno fatto negli ultimi 25 anni i Sindacati dei lavoratori del commercio per combattere il malaffare di cui sopra?? E’ forse che avevano qualche scheletro nell’armadio che impediva loro di farsi paladini della legalità non meno che degli interessi dei loro iscritti??

Io tengo la sensazione che i cambiamenti più significativi (rivoluzionari) avvengono quando le giovani generazioni entrano di fatto nel sistema decisionale di un Paese. Questo è ciò che è avvenuto nella nostra Italia con le elezione politiche del febbraio 2013 che, grazie anche al M5S Movimento 5 Stelle, ha fatto del nostro Parlamento uno dei più giovani d’Europa.

Affrontiamo la questione generazionale utilizzando tutti i nostri sensi

Diciamocelo con franchezza: possiamo sentirci  vecchi fuori e giovani dentro o semplicemente vecchi o giovani ma quello che conta davvero è la nostra età anagrafica: un trentenne non pensa ed agisce come un sessantenne, un ventenne come un settantenne e così via… e nel secolo scorso le “controversie” generazionali venivano risolte dalle guerre, dalle epidemie, da qualche forma di regicidio o da madre natura (che faceva morire giovani quelli che oggi sono vecchi).

Adesso l’Europa è ancor più l’Italia è demograficamente un paese dove le persone più avanti con l’età sono in maggioranza e sopratutto sono persone per la maggior parte sane, economicamente indipendenti e determinanti nel momento del voto.

Chiudo questo post con 2 domande chiave: quando invecchiamo diventiamo più buoni… saggi… pazienti… altruisti…?? La Partitocrazia è figlia della Gerontocrazia??

 

Il nostro Corpo non mente!!Le attuali società industrializzate forti delle complicità delle gerarchie delle chiese cristiane hanno fatto a fette i nostri corpi e per farlo si sono inventate anche la storia della “supremazia della mente sul corpo” MA…

Ammesso che sia possibile dare una definizione condivisa di mente: quanti di noi hanno mai visto all’opera una mente senza corpo??

Il nostro corpo fisico – ovvero la nostra corporeità – si è forgiato durante centinaia di migliaia di anni e quindi molto molto tempo prima che i nostri antenati dessero vita alle religioni. alle culture e così anche all’attuale mondo del lavoro.

E così per noi italiani – in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo ora – il riscoprire come funziona davvero il nostro corpo potrebbe essere un modo semplicemente naturale per vivere meglio con noi stessi e condividere con gli altri questo fase della nostra vita.

Se gli altri mentono il nostro Corpo NON Mente.

Toccare è essere toccati!!Quando qualcuno ti tocca percepisci immediatamente se questo tocco è  “amico” o al contrario è un “tocco nemico”.

Il come tocchiamo le persone non mente e trasmette direttamente a chi è toccato l’idea se chi lo tocca è o non è un “buon amico”… e lo trasmette in modo così diretto come le parole non possono fare.

Quando “tocco” una persona durante una lezione di IF (Integrazione Funzionale) questa percepisce instintivamente non solo che il mio modo di toccarla è un “tocco amico” ma sente soprattutto che quello che sto facendo è sicuro, pensato e fatto ad hoc proprio per lei.

Un Insegnante del Metodo Feldenkrais utilizza il “tocco” per costruire intorno al cliente/allievo un contesto, una atmosfera in cui il Sistema Nervoso dell’allievo è messo nella condizione ideale per svolgere quella che è la sua funzione naturale: preservare la nostra sopravvivenza.

Quando “tocco” una persona durante una IF il mio tocco le trasmette la sensazione della qualità della mia attenzione per lei e di come questa attenzione non ha intenzione di produrre in lei dei cambiamenti senza la sua partecipazione e nei modi e nei tempi per lei più adatti.

Un Insegnante del Metodo Feldenkrais ha imparato che ciò con cui “lavora” non è tanto qualche specifico problema fisico del cliente ( mal di schiena, dolori ai piedi, alla testa, alle anche, alla cervicale, posture inadeguate o inefficienti…) ma è tutto il corpo dell’allievo.

E il nostro corpo è un tutt’uno inscindibile con la nostra personalità, la nostra capacità di percepire, sentire, provare emozioni…

Moshe Feldenkrais 1904-1981

A cura di Viscardi Pietro Antonio alias
Piero Viscardi Insegnante Metodo Feldenkrais a Roma.

Se vuoi contattami per chiarimenti su come funziona il Feldenkrais e come praticare il Feldenkrais a Roma.

Contattami e sarà un piacere per me esserti di aiuto.

Piero Viscardi pievis@hotmail.com