
PATTO GENERAZIONALE

E’
farneticazione o buon senso comune immaginare un mondo dove le
diverse età si confrontano con efficacia? E poi chi l’ha detto
che gli “anziani” sono buoni?
Patto
generazionale? In un convegno un giovane si alzò di scatto dalla
sedia e ad alta voce e con amarezza accusò: BASTA!! … non avete
bisogno di parlare, non avete bisogno di muovervi tanto i soldi vi
arrivano a casa ogni mese.
Hai qualche
interesse per l’archeologia? L’Italia è uno dei paesi più vecchi del
mondo. E’ il paese industriale con il più alto debito pubblico
pro-capite, il che vuol dire che qualcuno di noi negli anni passati
(in particolar modo fra gli anni ’80 e ’90) ha speso molto di più
delle entrate.
Si sedette
debolmente e farfugliò: “Se Lei fosse mio padre… un riservato
professionista che rispettava se stesso più degli altri… e i
professionisti della … … un ignobile esempio di professionalità
infima e incompetente.”
Patto generazionale, conflitto generazionale, confronto
generazionale NON SONO BRUTTE
PAROLE… sono il tessuto erettile della nostra vita come lo è il
cosiddetto PRECARIATO.
Per scongiurare
una rivoluzione generazionale cruenta non basta ignorarla, forse
dovremmo trovare il modo di aggirare la resistenza cosciente
e non solo fare uso di giochi di parole che tendono a evocare
processi inconsci di ricerca della “verità” e/o appoggiarci
all’esperienza come strumento di conservazione.
Cruenta
come la violenza psicologica e il giogo della dipendenza. Come il
pretendere di non farsi mai da parte neanche quando sarebbe il caso
di chiamare in causa il senso del pudore. Non e vero?
Una proposta:
diamo vita a bcellule e 3cellule.
Una preghiera:
ricordati che non puoi evitarlo.
Un consiglio:
Agiamo ora!
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